
Bello, elegante ed impalpabile l'ultimo film di Sofia Coppola, premiato a Venezia.
Johnny Marco (bravo Stephen Dorff) è un attore specializzato in films d'azione, famoso non tanto per il suo talento, quanto per il suo sex appeal. Un genere d'attore di cui, ultimamente Hollywood sembra abbondare. La sua vita si trascina stancamente, tra feste, ragazze bellissime e ampiamente disponibili, giri con la sua Ferrari (nera, per accentuare il tamarro che c'è in lui) e qualche impegno di promozione cinematografica. Vive, tanto per rimarcare la sua natura sradicata, in un albergo, il Chateau Marmont, un famoso albergo di Los Angeles dove abitano alcuni divi. Una vita tutto sommato piacevole ed estremamente vuota. Ormai tutto lo annoia, non si diverte più, pover'uomo, è svogliato e stanco tanto da riuscire ad addormentarsi con la testa fra le gambe (lunghissime) di una sventolona bionda. Il nostro però ha anche una ex moglie, Kate (Caitlin Keats) ed una figlia di undici anni, Cleo (la splendida e bravissima Elle Fanning). Il rapporto con la figlia è quello classico che ci si aspetta da un uomo così, lontano, assente e poco attento, anche se lei non sembra farci caso.
La vita di lui dunque si trascina fino al giorno in cui Kate, che decide di andarsene a cercare sé stessa, lascia Cleo in custodia da lui per alcune settimane prima dell'americanissimo campo estivo. Il babbo si trova così la vita invasa da questa giovinetta che non solo vuole vivere e crescere, ma lo vuol fare nel modo più entusiasta possibile (non a caso ogni volta che si muove, saltella). Johnny guarda ma non capisce, è stupito da quanto sta accadendo e, dopo una prima fase di guardingo distacco, si lascia prendere dalla tranquilla energia della piccola Cleo. Insieme vanno a Milano, Johnny deve ritirare un telegatto, e lì, Cleo, sperimenta la vita della star, fra suite d'albergo con piscina e premiazioni kitsch e volgari (in cui le stellette della televisione italiana eccellono, nel film la Ventura, Nino Frassica ed una tristissima Valeria Marini) e starlette (Laura Chiatti) che si infilano nel letto del bel Johnny.
Insieme scappano da Milano, tornano a Los Angeles alla vita di sempre, ma ora Johnny comincia ad avere un riguardo particolare per la presenza di Cleo e, pur non mettendo del tutto la testa a posto, si accorge di esistere.
Finalmente arriva la partenza per il campeggio. Johnny decide di accompagnare in auto Cleo fino nel Nevada dove dovrà passare due settimane. Durante il viaggio la ragazza scoppia a piangere, ha paura che la madre non tornerà e, considerato il padre, si sente completamente persa e sola. Lui non dice nulla, non tira fuori frasi di circostanza per consolarla, ma la abbraccia. Forse è proprio in questo momento che avviene il cambiamento nel cuore dell'uomo/ragazzino. Tornato in città decide di lasciare l'albergo definitivamente e riparte con l'auto, esce dalla metropoli e si dirige in campagna, dove abitano ancora i suoi genitori, fra infiniti campi di grano si ferma, scende e sorride.
Un film davvero bello. Corto il giusto, 98 minuti. Forse pecca un po' di ritmo, un pochino lento, ma viene tutto perdonato dalla ricchezza di particolari delle inquadrature, che da sole valgono mezzo film. Gli attori sono tutti bravi e brava è Sofia Coppola che non indugia mai nell'ovvio, lo stesso Johnny, in fondo, non è del tutto come ce lo si aspetta.
Si esce dal cinema con la sensazione che tutti i momenti del film siano valsi a qualcosa, anche la scena iniziale, quando si sentono i ticchettii del motore Ferrari che si raffredda.

