
Laurent Tirard regala un ora e mezza di sorrisi e risate genuine, portando sullo schermo un personaggio che René Goscinny creò nel 1959, scrivendo una serie di racconti umoristici divenuti famosi in Francia.
Il piccolo Nicolas di otto anni (Maxime Godart) vive la sua infanzia in un sobborgo di Parigi negli anni cinquanta. In realtà il luogo ed il tempo non hanno nessuna importanza, ma sono unicamente presi a pretesto per dare una ambientazione alla storia. La vita di Nicolas ruota attorno a pochi elementi, la scuola, con i suoi compagni, la maestra, il bidello e il preside; e la famiglia con il padre (il divertente Kad Mérad) e la madre (Valérie Lemercier).
Travisando alcune frasi dette dai genitori, che in realtà stanno parlando dell'organizzazione di una cena, e complice la sua fervida immaginazione, Nicolas si convince che presto avrà un fratellino e che, per questa ragione, i genitori lo scacceranno di casa per far posto al nuovo arrivato. Con l'aiuto di alcuni compagni di scuola, un bel campionario di macchiette, decide di far rapire il nascituro da un, non meglio identificato gangster, che dovrà essere ingaggiato per l'occasione. Fra i compagni di scuola di Nicolas c'è di tutto:il bambino ricco, il golosone alla perenne ricerca di cibo, l'entusiasta, il duro e, naturalmente, il somaro della classe. Per assoldare il rapitore, che in questa fiera degli equivoci non poteva che essere un meccanico convinto di dover rimuovere una automobile, ci vogliono addirittura cinquecento franchi. Raggranellare i soldi non è facile quindi si attiva un divertente brain storming fra i componenti della banda per escogitare un modo per guadagnarli.
Intanto, la famosa cena, viene organizzata e gli ospiti, sono niente meno che il capo del padre e la sua consorte. La serata deve servire a fare buona impressione sul datore di lavoro in vista di una possibile promozione. La madre, stressatissima per la buona riuscita dell'evento, si concede qualche bicchiere di troppo e, la cena diventa un disastro. Un disastro divertentissimo.
Una storia semplice, fresca e divertente, rara nel cinema di oggi. Ci si diverte candidamente, tornando bambini per novanta minuti. Il mondo di Nicolas non esiste e non è mai esistito, è uno di quei luoghi che solo il cinema può rendere reali.

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