lunedì 1 marzo 2010

Ho visto An Education


Prima sceneggiatura di Nick Hornby non tratta da un suo libro, ma da una storia della giornalista inglese Lynn Barber.
Ambientata nei primi anni sessanta, la storia racconta di una ragazzina sedicenne, Jenny, studiosa e intelligente, curiosa e romantica, che frequenta le scuole superiori e che si sta impegnando per riuscire ad andare ad Oxford, spinta anche da un padre che considera una buona cultura soprattutto come trampolino per un matrimonio prestigioso. Lei, che ama davvero studiare e conoscere, incontra un ragazzo ben più grande di lei, trent'anni, che le da l'occasione di entrare in quel mondo, ancora agli albori, che chiameremo Swinging London. Naturlmente Jenny ci si tuffa con tutto l'entusiasmo della sua età di fronte alla novità di concerti, feste e gite che David, il trentenne, le propone. Il marpione del resto usa proprio l'arma seduttiva della cultura per abbindolare la ragazza. Rapita e ipnotizzata dal turbinio che le ruota attorno, Jenny si allontana sempre più dai sani principi vittoriani e, complice anche il fascino che David esercita su padre e madre, diventa una ragazza tacchi a spillo e chignon.
Ma le cose non sono come sembrano e Jenny verrà brutalmente svegliata dal sogno e ributtata a malo modo nella realtà. Pentimento e rinascita, come nella migliore tradizione, da Pinocchio in avanti.
Dopo una buona partenza, nel secondo tempo rallenta come se fosse in prossimità di un autovelox.
Splendida interpretazione di Alfred Molina nei panni del padre, davvero bravo.
Peter Sarsgaard è un David piuttosto cicciotto e un po' imbabolato.
Carey Mulligan, Jenny, ha 24 anni che per una sedicenne sono tanti. Comunque brava anche lei, soprattutto le gambe.

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