lunedì 1 marzo 2010

Ho visto Invictus


Ultimo film del maestro Clint Eastwood.
Un film bello. Bella sceneggiatura, belle musiche, bella fotografia. Schiacciante bravura di Morgan Freeman e Matt Damon.
La storia è nota. Nelson Mandela, dopo 27 anni di prigionia, viene liberato e diventa presidente della Repubbica del Sudafrica. Grandi cambiamenti investono la nazione che ha fatto dell'apartheid il suo fondamento. Mandela, che la sa lunga in fatto di sofferenza, spiazza tutti, bianchi e neri, avviando una politica di riconciliazione e perdono che nessuno si aspettava. I neri si aspettavano la vendetta, mentre i bianchi pure.
La riconciliazione naturalmente è cosa vasta e difficile, Clint sceglie di mostrare quella che passa attraverso il rugby. Sport nazionale degli afrikaner (sudafricani bianchi) per questo odiato dalla popolazione nera. Il traguardo che Mandela si prefigge è arduo, oltretutto perchè dopo anni di embargo sportivo, gli Springboks (soprannome della squadra), non ha più avuto modo di confrontarsi con altre squadre internazionali. Nel 1995 il Sudafrica ospita i campionati del modo, quale occasione più ghiotta per realizzare il sogno di Mandela se non vincerli!
La trama si srotola tra momenti di grande intesità e momenti più leggeri ed euforici sapientemente dosati dal regista che, nonostante l'occasione faccia l'uomo ladro, non scade mai nel patetico o nel troppo retorico. Il rugby poi si presta come nient'altro, a rappresentare i valori di impegno e sacrificio necessari per dare alla storia il respiro di commovente grandezza che, forse nella realtà della vicenda non c'è stato.
Clint Eastwood è bravissimo a riprendere le fasi di gioco dove il gesto sportivo trascende l'eroismo senza però mai esagerare. Il risultato è un film potente ed esteticamente perfetto, così poco hollywoodiano che fa piacere. Lungo il giusto (magari un 10 minuti meno non sarebbe stato male).
Morgan Freeman è Nelson Mandela, ne ha studiato movenze ed espressioni, è diventato suo amico, è bravissimo, più di così... è assolutamente da Oscar.
Matt Damon, che intrpreta il capitano della squadra, è altrettanto bravo. Carismatico e appassionato, sta davanti al cambiamento radicale del suo paese con stupore, ma anche con la certezza che tutto questo sia necessario. Commovente la sua vistia a Robben Island, la prigione dove Mandela restò per 27 anni.
Un bel film.

2 commenti:

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  2. Ciao Fede,
    Interessante.. non sono andata a veder il film, ma magari dopo aver letto la recensione ci andro'. Hanno fatto vedere un po' del paesaggio? Solo per correttezza, non tutti i sud afrikani bianchi sono Afrikaner. Giacomo deve leggere prima...

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