venerdì 5 marzo 2010

Ho visto Mar Nero


Primo lungo metraggio di Federico Bondi.
Angela è una ragazza romena che viene in Italia, in una Firenze grigia e nuvolosa, a lavorare come badante per recimolare un po' di soldi per poter avere un figlio, lasciando in Romania suo marito. Gemma è l'anziana che deve accudire. Una donna che i frequenti e terrbili dolori rendono dura e irascibile, scontrosa e prepotente. I primi approcci fra loro sono, come si può ben immaginare, estremamente difficili. Le due donne vivono le loro solitudini in un modesto e piccolo appartamento. Angela lontana da casa, dal marito, dalla sua lingua e Gemma che fatica ad accettare la sua condizione di dipendenza da qulcun'altro.
L'economia del film rende necessario che ad un certo punto gli spigoli si smussino e che si verifichi un avvicinamento fra le due. Angela, pian piano, comincia ad ambientarsi e Gemma si arrende all'evidenza della sua condizione.
Entra qui il fattore che ci porterà al finale. Angela non riesce più a mettersi in contatto con il marito che non risponde più alle telefonate. La lontananza rende tutto insopportabile per la pur forte Angela, che decide ritornare in Romania a cercarlo. Gemma sembra capire il travaglio tremendo che la ragazza sta passando e decide di accompagnarla, lei donna anziana malata e dolorante in un paese assolutamente alieno.
Una storia comune nell'Italia dei nostri giorni. Una storia di emarginazione, gli anziani e gli immigrati, raccontata lucidamente, senza enfasi e pietismi.
Un film onesto dove spicca l'interpretazione di Ilaria Occhini, asciutta e mai ridondante.
Il finale ci trascina in una terra desolata, di poche parole, in cui le cose non appaiono ma sono.

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