venerdì 26 marzo 2010

Ho visto Julie & Julia


Film dal forte profumo di cipolla, diretto e prodotto da Nora Ephron.
La storia vera di Julie Powell e Julia Child.
Anno 2002, Julie Powell (Amy Adams), dipendente pubblica, dal lavoro monotono e stressante, appena trasferita nel quartiere di Queens, in una New York post 11 settembre, con il fidanzato (Chris Messina), cerca ma non trova uno scopo nella vita.
Anno 1949, Julia Child (fantastica Meryl Streep), appena trasferita a Parigi con l'innamoratissimo marito (bravo Stanley Tucci) incaricato culturale all'ambasciata americana, cerca ma non trova uno scopo nella vita.
La seconda, dopo varie esperienze fallimentari come stilista di cappellini e giocatrice di bridge, si dedica anima e corpo alla cucina francese, mangiandola prima e cucinandola poi, arrivando, in fine, a scrivere un libro di ricette famosissimo in america. Un manuale di cucina francese per casalinghe americane.
La giovane Julie invece, promettente scrittrice ai tempi dell'università, decide, più modestamente di aprire un blog in cui racconterà l'esperienza di cucinare tutte le 524 ricette di Julia Child, pubblicate sul famoso libro.
Il film procede su due binari, da una parte Julia Child, che si butta a capofitto nello studio della haute cuisine con straripante spirito americano, che Meryl Streep interpreta magistralmente. Dall'altra Julie Powell, che affronta il suo progetto con la determinazione, meno esagitata ma ugualmente americana.
I tempi sono diversi, il senatore McCarthy e la sua campagna anticomunista imperversa nella vita dell'America e di Julia Child, costringendo il marito a sottoporsi ad una specie di processo da cui verrà assolto, e lei a continui spostamenti, seguendo i, di lui, trasferimenti nelle varie ambasciate europee.
A Julie va apparentemente meglio. Non ci sono persecuzioni in atto e le ansie sono quasi esclusivamente private, generate da una sensazione di inadeguatezza e dalle incomprensioni con il compagno.
Le ricette e i pranzi si susseguono rimbalzando degli anni sessanta ai giorni nostri. I problemi redazionali legati al libro di cucina di Julia ed al blog di Julie, si accavallano, ma alla fine il libro verrà pubblicato e il blog avrà un successo tale che le proposte di pubblicazione pioveranno anche sulla angusta cucina di Julie, finalmente riconciliata con il suo compagno (decisamente un santo).
Le due protagoniste non si incontreranno mai, nonostante Julia sia ancora in vita quando Julie scrive il suo blog; o meglio, non si incontreranno mai dal vivo perchè, attraverso aragoste bollite e anatre ripiene, la presenza di Julia nella vita di Julie ci sarà eccome, diventando la musa che le cambierà la vita.
La cucina, la buona cucina, e l'amore vincono su tutto o quasi.
Il film è godibile e divertente. I protagonisti sono tutti all'altezza si sedere alla corte di Meryl Streep. La lunghezza, nonostante si tratti di 123 minuti, è sopportabile.
L'ultima scena è girata allo Smithsonian Institution dove è esposta la ricostruzione della cucina di Julia Child.

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